“Mi è venuta un’idea per omaggiare e ricordare tutte le persone che hanno fatto diventare grande la Fiera di San Valentino, ma per realizzarla ho bisogno del tuo aiuto. Ci stai?”.
Quando Giada mi ha chiamata era un mezzogiorno di settembre. Ero immersa nel lavoro, non avevo nemmeno il tempo per pranzare. Ma il vostro sindaco è di quelli parecchio tosti: o la si ascolta, o la si ascolta.
“Spara, ma fai veloce”.
Lei ha risposto in cinque secondi netti:
“Voglio fare un libro che racconti come è nata la Fiera, con la voce di chi l’ha fatta diventare l’antica vetrina di tutto il commercio del Bassanese. Tu dovresti fare le interviste ai commercianti storici e scriverle.
Allora, ci stai? Dimmi di sì”.

Ed eccoci qui, con un libro che presto arriverà nelle vostre case, dove sono raccolte alcune testimonianze di cittadini che negli anni (a cominciare da tanti anni fa) hanno costruito la differenza tra una fiera qualsiasi e un evento che per più di cinque secoli ha rappresentato e contribuito in maniera sostanziale allo sviluppo del commercio e dell’artigianato locale.

Ringrazio, fin da ora e con tutto il cuore, chi ha voluto dedicarmi un po’ del suo tempo e tutti i suoi ricordi, per permettermi di capire, sentire e ricostruire, le memorie di quella che da “straniera” ho sempre visto solo come una festa, e che invece ho scoperto essere la storia di una comunità solida, genuina e unita. Un paese fatto di persone volenterose e schiette, che non hanno seguito il progresso, ma l’hanno costruito, voluto, e sono state capaci di mantenerlo. Gente che non si ferma nemmeno davanti alla crisi, perché: “Arrenderse non xe nel nostro dna, qui semo tuti Leoni”.

Allora grazie, di nuovo, davvero.
Da voi ho imparato tanto.
Spero di essere riuscita a raccontarvi nel modo che meritate, e che possiate ritrovarvi in ogni riga
di “FIERAmente”.

Francesca Cavedagna

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